© 2000 by Gabriele Chiesa
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Lo studio di un fenomeno non si esaurisce certamente nella classificazione delle modalità attraverso cui esso si manifesta, è comunque ragionevole attendersi che la classificazione consenta una più precisa comprensione di ciò che si sta esaminando. I tentativi di proporre schemi teorici adatti ad analizzare quanto si produce in campo fotografico sono stati, fino ad ora, rari.

Forse perché da troppo poco tempo viene riconosciuto alla fotografia il ruolo di mezzo espressivo, non si sono ancora consolidati gli strumenti di scomposizione e identificazione che la comunicazione verbale possiede, invece, da lungo tempo.

La suddivisione in generi è un primo elementare ed insufficiente tentativo che è possibile perseguire per giungere a chiarire i temi e le modalità proprie del linguaggio fotografico.

Diversi anni fa, un gruppo di studiosi che si esprime attraverso le pagine della rivista "Progresso fotografico", aveva proposto un'analisi parallela dei generi letterari e fotografici. La ricerca aveva dimostrato la possibilità di mantenere valida la classificazione già acquisita per il linguaggio scritto. Ciò era probabilmente reso possibile dal fatto che letteratura e fotografia hanno in comune molto più di quanto si sia disposti a credere dato che in ogni caso, servono entrambi a comunicare.

Ecco, definita schematicamente, l'intera classificazione proposta.

A) Genere epico

Tende a colpire l'uomo con la grandiosità di una situazione, impressionarlo ed esaltarlo nei propri sentimenti ed istinti. Nasce in questo modo il mito, attraverso il quale l'uomo celebra le sue qualità o quelle della natura.

B) Genere lirico

Soggettivo, spontaneo, libero, attraverso di esso l'uomo riflette la propria forma interiore sulla realtà che gli sta davanti, assumendola come espressione simbolica di se stesso e dei propri sentimenti intimi

C) Genere drammatico

Privilegia connotazioni drammatiche della realtà provocando forti emozioni.

D) Genere narrativo

Abbraccia un vastissimo campo dell'attività fotografica dove l'autore interpreta ed analizza ciò che vuole comunicare, vi si intrecciano l'oggettività dei fatto reale e l'atteggiamento soggettivo di chi racconta.

E) Genere didascalico

Rappresenta dati di fatto, con lo scopo finale di informare, istruire, educare. Pur attraverso la dichiarata registrazione obiettiva implica la possibilità di manipolare le situazioni.

F) Genere oratorio

È un tipo di comunicazione che spinge a pensare e ad agire in un determinato modo; potenza e ricchezza di effetti, piacevolezza e immediata comprensibilità del linguaggio sono, in questo genere, finalizzati alla persuasione.

Questo tentativo di classificazione, come riconoscono i suoi autori, può essere naturalmente confutato da un esperimento diverso, persino in aperta contraddizione col primo; la schematizzazione proposta ha comunque avuto il merito di porsi come prima sistemazione organica della massa di comunicazioni che la fotografia produce.

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