© 2000 by Gabriele Chiesa
[IMMAGINI ANCORA DA INSERIRE]

Il servizio militare ha sempre rappresentato l'occasione ufficiale del distacco dei figli dalla famiglia. Partire per andare lontano dai campi paterni o comunque staccarsi dalla limitata realtà in cui, fino a quel momento si era sempre vissuti significava confrontarsi con persone e usanze sconosciute, Adattarsi ad una disciplina ed una logica hen diversa da quelle proprie della vita civile comportava, ben più di oggi, uno sforzo che metteva alla prova la maturità dell'individuo.

Ai tempi in cui anche il treno era un mezzo di trasporto impiegato solo in occasioni eccezionali e i piccoli spostamenti necessari erano effettuati nel raggio di po che ore di calesse, la conoscenza delle realtà geografiche e culturali italiane era, per la maggior parte della gente, forzatamente limitata.

Fotografia ricordo di militari in divisa (immagine ancora da inserire)

Il servizio di leva finiva cosi per costituire un'occasione unica di ampliamento delle conoscenze ed esperienze. Era il momento in cui i giovani rompevano il guscio della loro famiglia Per conquistare un'autonoma responsabilità sulle scelte della vita. Il rito civile della vestizione della divisa che segnava il passaggio allo status di uomo adulto, così come ogni altra cerimonia civile o religiosa, trovava la sua consacrazione nella ripresa fotografica.

Queste immagini celebrative hanno un contenuto, se possibile ancor più ricco di quello che si rileva nei ritratti; mentre questi ultimi rappresentano quasi sempre viso e busto della persona ritratta, le fotografie in divisa ci mostrano la figura intera. Lo scopo di rappresentare il ruolo sociale più che il volto individuale diventa in questo modo esplicito: la divisa copre ora un corpo che fino a quel momento aveva vestito i più umili abiti del contadino e dell'operaio.

Fotografia ricordo di un alpino, posa in studio (immagine ancora da inserire)

Per il proletariato più diseredato la vita militare era ed è lo strumento per salire di un gradino nella scala delle posizioni sociali. Gli indumenti militari vengono ostentati con l'invio delle fotografie ai propri cari, il gioco delle immagini è però, ancora una volta, ambiguo: gli scarponi cosi lucidi o il piumaggio così ricco sul cappello del bersagliere non sono proprietà del militare rappresentato, sono invece messi gentilmente a disposizione dal fotografo più vicino alla caserma che si tiene attrezzato in modo da far sempre ben figurare i clienti.

Comunque sia i giovanotti dicono con queste ;mmagini ai propri genitori ed alle fidanzate: "...guarda, sono un uomo!". I miti della virilità sono tutti puntigliosamente rispettati: fierezza della posa, sguardo franco e dritto sicurezza nell'atteggiamento ecc...

fotografia ricordo di un gruppo di militari, combattenti della prima Grande Guerra (immagine ancora da inserire)

La stampa ha anche il diritto di rassicurare i cari sul proprio stato di salute e di dimostrare che un buon adattamento è stato trovato per il nuovo ruolo. Madri e fidanzate hanno avuto l'occasione di versare molte commosse lacrime su questo genere di fotografie, le persone amate non tornavano a casa in licenza che dopo molti mesi dalla partenza e, quando il destino e la storia lo richiedevano, non per volontà loro, accadeva qualche volta che non ritornassero mai più. Di questi giovani accadeva cosi che alla famiglia restasse solo il ricordo e un'immaginetta "formato visita".

© 2000 by Gabriele Chiesa
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