Nota per gli appassionati e gli studenti

Qui sono raccolti alcuni suggerimenti che fornisco abitualmente a chi sta svolgendo il lavoro di ricerca in relazione ad argomenti di storia della fotografia italiana.
A giudicare dalla quantità e dalla qualità delle richieste di informazioni che ricevo dai giovani che si trovano a sviluppare ricerche e tesi universitarie, sospetto che il supporto fornito dai docenti relatori non risulti sempre adeguato. Per questo motivo mi sono deciso a raccogliere almeno le raccomandazioni più elementari in questo sintetico pro-memoria. Nel caso questo contributo risulti in qualche modo utile, gradirò essere tenuto al corrente dei risultati di ricerca ed apprezzerò moltissimo l’autorizzazione a pubblicare su www.gri.it le tesi sviluppate (ovviamente citandone la fonte). Sono inoltre a disposizione per collaborare alla dettagliata ricostruzione della storia della fotografia in Italia, attraverso l’attività degli Studi e dei professionisti che hanno operato nell’Ottocento. Questo progetto integrato di ricerca, unitamente  altri amici studiosi e collezionisti,  è già in corso di sviluppo e richiede il contributo di appassionati che operano su tutto il territorio italiano.

PREMESSA

Il materiale del sito web www.gri.it non va utilizzato direttamente per pubblicazione, è sotto tutela copyright e deriva da testi già comparsi su diverse pubblicazioni periodiche.
L’uso è autorizzato strettamente in relazione all'impiego per la tesi o la ricerca, citandone la fonte.

CENNI DI BIBLIOGRAFIA

La mia bibliografia di riferimento sulla storia della fotografia sociale è vecchiotta, ma credo che resti insuperata. Si tratta di testi difficilmente reperibili in libreria, ma si reperiscono abbastanza facilmente nelle buone biblioteche (quelle di qualche grande città, per intenderci).
Si tratta di testi come...

  • Barthes R. La camera chiara Einaudi, Torino 1981
  • Bourdieu P. La fotografia, usi e funzioni Guaraldi, Rimini 1972
  • Freund G. Fotografia e società Einaudi, 1976
  • Sontag S. Sulla fotografia Einaudi, Torino 1978

Questi libri sono particolarmente utili per approfondire gli aspetti che legano la produzione dell'immagine privata (l'album di famiglia, per capirci) all'analisi sociologica e storica.
Per i testi di carattere storico-fotografico il riferimento è a mio parere fondamentale:

  • Gilardi A. Storia sociale della fotografia Feltrinelli, Mi. 1976

Questo libro include una sterminata bibliografia d'epoca, purtroppo difficilmente reperibile. Lavorare su queste fonti può risultare utile nel caso si desideri approfondire particolari aspetti della storia della comunicazione visuale e dei processi fotografici, come la storia della fotoincisione, della litografia, le tecniche calcografiche oppure ancora la stampa fotografica aristotipica, al carbone o altri specifici procedimenti.

Un quadro preciso delle origini della fotografia si ricava dall’ormai introvabile libricino:

  • Beaumont Newhall, L'IMMAGINE LATENTE storia dell'invenzione della fotografia Zanicchelli 1969

Altri utili testi sono:

  • FOTOGRAFIA ITALIANA DELL'OTTOCENTO, Electa Ed. / Ed. Alinari - 1979 Milano
  • Fotografi e fotografia in Italia, 1839-1880 / Piero Becchetti. - Roma : Quasar, 1978. - 320 p.
  • La fotografia italiana dall' età del collodio al pittorialismo.
    Parte di: Segni di luce / a cura di Italo Zannier. - Ravenna : Longo, copyr. 1991-1993.
  • Note per una storia della fotografia italiana : 1839-1911 / Marina Miraglia.
    In: Storia dell' arte italiana / <coordinamento editoriale di Giulio Bollati e Paolo Fossati>. - Torino : Einaudi, 1979
  • Storia della fotografia italiana / Italo Zannier. - Roma ; Bari : Laterza, 1986. 419 p. : ill. ; 24 cm. (Grandi opere ). ISBN 884202778

RICERCHE

Ovviamente una ricerca sulla storia della fotografia loca inizia dalle maggiori biblioteche storiche del tuo territorio.
Difficilmente troverai testi sull’argomento specifico della tesi o della ricerca che stai svolgendo: questo particolare libro deve ancora essere pubblicato, perché lo scriverai tu ;-)
Vanno cercati documenti e raccolte che titolano come "Gazzetta, Almanacco, Indicatore, Lunario, Annuario..." per gli anni che ti interessano. Solitamente i volumi di questo genere non possono essere prelevati ma possono essere consultati sul posto.
Vanno rilevati gli elenchi degli esercenti l'arte della fotografia con studio "con regia patente" o comunque autorizzati dall'autorità di polizia, allora necessaria. Scorrendo gli elenchi dei vari anni sarà possibile prender nota degli indirizzi, titolari, passaggi di proprietà dei gestori, degli Studi che  interessano la ricerca. In questo modo sarà possibile risalire l'anno approssimativo di produzione di un'immagine, in relazione all'indirizzo stampigliato sul dorso. Su dorsi del fotografo o dello studio troverai stampigliati i riconoscimenti, sotto forma di medaglie e fregi, ottenuti dal fotografo. Con una buona lente puoi, in questo modo, sapere se una stampa è stata eseguita PRIMA o DOPO un determinato anno che compare nel medaglione. Simili deduzioni possono essere tratte dall'osservazione degli indirizzi.
Utile può rivelarsi qualche ricerca negli uffici degli Archivi di Stato della tua città capoluogo e sui registri delle imprese della Camera di Commercio. Tieni presente che l’esercizio della professione di fotografo, anche ambulante, ha di regola richiesto il rilascio di un Nulla Osta di Polizia. Negli archivi delle Prefetture su può trovare qualche utile notizia.

La  corretta classificazione delle immagini storiche parte proprio dalle ricerche sulle vecchie guide.
Basta prendersi un pomeriggio ogni tanto, ritirare tutti gli almanacchi, guide cittadine, cataloghi del commercio, lunari ecc... dal 1840 o giù di lì ai giorni nostri e consultarli con metodo ed attenzione.
Si tratta ogni volta di limitarsi ad esaurire lo studio di tutti i numeri di un solo titolo di "gazzetta" o "indicatore". Spesso è necessario sfogliare una pila di testi, soffermandosi a leggere le pubblicità o gli elenchi dei fotografi. Non ci vuole molto tempo. Occorre solo avere l'occhio rapido e cogliere al volo l'inserzione che interessa.
In questo tipo di pubblicazioni troverai per un determinato anno i fotografi attivi e i loro indirizzi. Potresti trovare inserzioni pubblicitarie o la citazione di premi e riconoscimenti ottenuti... Il che consente di trovare ulteriori riferimenti in cataloghi d'epoca o presso l'Archivio di Stato.
Interessante sarebbe partire dal 1827-1830 perché si scovano anche tutti quelli che vendevano lanterne magiche, stereoscopi, camere chiare ed obscure... Potrebbero benissimo rivelarsi nomi poi divenuti noti come dagherrotipisti o comunque fotografi negli anni successivi. Potrebbe inoltre capitare colpo straordinario di fortuna e scoprire che anche in Italia c’è stato qualcuno che ha svolto ricerche protofotografiche.
Un particolare campo di ricerca è poi costituito dai periodici dalla seconda metà dell'Ottocento ai primi decenni del Novecento. Non venivano pubblicati propriamente tutti i giorni... sfogliarli per trovare i titoli relativi ad esposizioni industriali, artigianali e d'arte può essere utile. Questo richiede tempo ma puoi trovare gli annunci dei primi fotografi, i concorsi cui hanno partecipato , i premi  che hanno ricevuto.
Potresti trovare articoli relativi a dagherrotipisti ambulanti o cose del genere. Annunci di apertura di atelier fotografici, mostre, premi e riconoscimenti... Lavoro lungo, adatto ai ricercatori puntigliosi.

Un rilevante campo d’indagine è costituito dallo studio dei cartoncini di montaggio delle stampe fotografiche.
Non esistono alternative: l'esame e il confronto dei dorsi permette di risalire a tutta la storia del fotografo. Confrontando gli indirizzi con quelli riportati dalle agende e dagli almanacchi-annuari d'epoca è possibile datare con una buona approssimazione. Gli annuari sono una specie di "pagine utili" o "pagine gialle" di un tempo. Il fotografo spostava la sede o cedeva lo studio... per cui le variazioni possono essere ricostruite e rivelarsi utili per collocare cronologicamente la produzione.
Il periodo pionieristico, praticamente fino a quando furono utilizzati i cartoncini di montaggio, consente di ordinare negli anni la produzione delle stampe. Dopo... diventa difficile datare...
I dorsi fotografici riportano quasi sempre i fregi dei riconoscimenti ottenuti (medaglie e cartigli...). Dal momento che i premi ottenuti nelle esposizioni sono normalmente databili... anche i cartoncini, le fotografie e conseguentemente gli indirizzi risultano databili.

IMPORTANTE

I Comuni di quasi tutte le grandi città hanno un archivio iconografico storico.
Solitamente si trova presso la sede comunale o nella maggiore biblioteca di arte e storia locale.
Qui devi cercare di conquistare la fiducia dei responsabili ;-)
Con un po’ di fortuna, è talvolta possibile consultare una quantità impensabile di stampe originali.
Per studiare le stampe (i dorsi in cartoncino con stampigliature) ci vuole una buona lente, va bene una lente “contafili”. Presentati con un paio di guanti bianchi in cotone da restauratore, in modo che capiscano subito che sai come trattare gli originali d’epoca.
Se fanno difficoltà chiedi con fermezza un appuntamento con il Dirigente e “mettila giàù dura”. Senza determinazione non si va molto avanti. Non bisogna mai arrendersi ad un NO ;-)
Negli archivi storici dei Comuni ci sono veri tesori inesplorati. Bisogna però avere pazienza...
Gli impiegati non sanno generalmente mai esattamente cosa hanno sotto mano e tantomeno dove sta conservato... bisogna saperli coinvolgere e farli sentire importanti.
Ricordati che  non è importante possedere fisicamente gli originali, se riesi, cerca di rimanere immune dal germe del collezionismo perché è una droga che richiede assunzioni di matteriali in dosi sempre più massicce e costose ;-)  :-D
L’obiettivo di un ricercatore e storico della fotografia è quello di padroneggiare competenze ed informazioni, promuovendo la cultura storica e sociale della fotografia. Conoscere e capire vale molto più che avere.
 

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Timeline della Fotografia

Molti secoli fa

Negativo: troppo scuro per chi non vuol vedere, abbastanza chiaro per chi vuol vedere

Sindone è la denominazione di un antichissimo lino con immagine d'uomo negativa. Alcuni lo ritengono il Sudario di Gesù Cristo, altri un falso medievale. Gli esami scientifici non hanno potuto rilevare la presenza di pigmenti e l’immagine appare piuttosto prodotta da un’azione chimico-fisica, proprio come lo sarebbe una fotografia.
1545

Camera Obscura

Prima rappresentazione finora conosciuta della camera obscura nella stampa del “De Radio Astronomica Et Geometrico”, con la quale l’astronomo, fisico, matematico e cartografo Rainer Gemma Frisius illustra un metodo di osservazione per l’eclisse solare del 24 dicembre 1544.
1760

La Fotografia sognata

Viene pubblicata "Giphantie", racconto di Charles François Tiphaigne de La Roche nel quale si racconta, in forma fantastica, di una tecnica per registrare le immagini in modo permanente.
1700-1800 ca.

Fotosensibilità dei sali d'argento

Studi ed esperimenti sulla fotosensibilità degli alogenuri d’argento: Johann Heinrich Schulze, Carl Wilhelm Scheele, Thomas Wedgwood, Humphry Davy.
1816

Esperimenti di Niépce con l'argento

Il 15 maggio 1816 Joseph Nicéphore Niépce scrisse al fratello: « È accaduto quello che prevedevi: lo sfondo dell’immagine è nero e gli oggetti sono bianchi, cioè più chiari dellosfondo... Forse non sarà impossibile alterare questa disposizione dei colori... ». Esperimenti condotti sfruttando la fotosensibilità dell'argento e poi abbandonati perché gli fu impossibile fissare l'immagine registrata.
1824

La prima fotografia

Niépce comunica con una lettera al nipote Claude Félix Abel Niépce de Saint- Victor di avere ottenuto una buona ripresa fotografica dalla finestra di casa rivolta verso Le Gras.
7 gennaio 1839

Annuncio pubblico dell’invenzione della dagherrotipia

François Jean Dominique Arago presentò una relazione ai membri dell’Accademia delle Scienze di Parigi con la quale si annunciava l'invenzione di Louis Jacques Mandé Daguerre.
30 gennaio 1839

Prima fotografia negativo/positivo fissata

John Frederick William Herschel conclude una serie di esperimenti iniziati il giorno precedente. Egli applica per primo il procedimento negativo/positivo e impiega per la prima volta il fissaggio da laui stesso scoperto. Per la prima volta impiega il termine "Photography" per identificare il processo nel suo insieme.
1 febbraio 1839

Herschel insegna a Talbot come fare fotografie

William Fox Henry Talbot si reca in visita dall'amico Herschel, il quale gli insegna come fissare le fotografie e che il positivo si ricava dal negativo per stampa a contatto.
8 febbraio 1841

Talbot brevetta il calotipo (Talbotype)

Talbot deposita il brevetto della sua invenzione, che include la ceratura del negativo e soprattutto lo sviluppo, introdotto per rivelare l'immagine latente, da lui scoperta nell'autunno della'anno precedente.
13 Aprile 1839

Primo negozio di prodotti fotografici

«DISEGNO FOTOGENICO: T & H SMITH, chimici, hanno preparato carta e materiali necessari per l’elegante novità d’arte di cui al titolo, completi di istruzioni per l’impiego; se ne può fare acquisto presso il loro laboratorio al n. 21 di Duke Street, Edimburgo»
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