© 2000 by Gabriele Chiesa
[IMMAGINI ANCORA DA INSERIRE]

La tridimensionalità è sempre stata una delle grandi ambizioni delle tecniche di riproduzione delle irnmagini. Diversi e originali tentativi sono stati fatti per ottenere l'effetto della profondità caratteristico della visione binoculare.

Da quando la fotografia ha mosso i primi passi fino ad oggi numerosi sforzi sono stati prodotti dagli studiosi per ottenere il colore e il rilievo in fotografia. Incompleti ma significativi risultati sono stati raggiunti in entrambi i campi ancor prima dell'anno 1900.

Sarà bene chiarire che i nostri occhi ci permettono di valutare le distanze proprio perche sono due, consentendo cosi di osservare ciò che ci sta davanti da diversl punti di vista.

La sfasatura tra le due immagini percepite viene analizzata dal cervello e valutata in termini di profondità.

Noi facciamo un esercizio, interrotto solo dal sonno, di confronto continuo di proporzioni e di forme. Questa quotidiana esperienza ci porta ad un'abilità di stima del reale che in alcuni individui permette cli riconoscere correttamente le profondità anche con un solo occhio. Solo l'adattamento del cervello alle abituali condizioni di visione può però consentire questo risultato.

Stereoscopia (immagine ancora da inserire)

Il sistema di rappresentazione della terza dimensione che fino ad oggi ha conosciuto maggiore diffusione è quello della stereoscopia. Il principio sfruttato è quello della registrazione di im magini riprese contemporanea mente da due obiettivi, come del resto accade con i nostri occhi, l'immagine di sinistra verrà poi osservata con l'occhio che le corrisponde, e altrettanto per quella di destra. La visione simultanea, effettuata attraverso un apposito apparecchio consentirà l'effetto del rilievo.

Se il concetto su cui si basa l'invenzione è scientificamente fondato, è altrettanto vero che non tiene conto della diversa educazione alla visione di ogni essere umano. Tutti sono abituati a vedere la realtà attraverso i loro occhi, non tutti sono però allenati ad osservarla attraverso un visore stereoscopico. Ecco il perchè di tante delusioni e, alla fine, la causa della limitata fortuna del metodo; solo l'esercizio consente di godere di questa tecnica fotografica ormai quasi del tutto abbandonata.

Al limite di mostrare il rilievo solo a patto che la percezione e la psicologia del fruitore fossero inclini a cogliere il senso della profondità, si devono aggiungere i consumi di pellicola e carta doppi rispetto ad immagini piane dello stesso formato e ingrandimento. A ciò si aggiunga l'impossiblità di osservare la stessa immagine contemporaneamente ad altre persone.

Stereoscopia dipinta a mano (immagine ancora da inserire)

La visione di immagini stereoscopiche, spesso finemente dipinte a mano, a cavallo di questi due ultimi secoli, un passatempo casalingo piuttosto comume nelle famiglie di qualche possibilità economica.

Qualcosa del genere sopravvive ancor oggi, quando Santa Lucia decide di portare in dono a qualche bambino uno di quei visorini di plastica in cui si inserisce un disco di diapositive montate in cartone. Queste macchinette permettono una visione molto approssimativa del rilievo; nonostante ciò, un grosso giro di soldi è fondato sulla loro distribuzione.

Stereoscopia (immagine ancora da inserire)

Serie quantitativamente enormi di stampe stereoscopiche sono state prodotte fino ai primi decenni del '900 da numerose ditte, in Italia e all'estero, sui soggetti più vari: favole, panorami, architettura, scienza, pornografia, animali, costumi, ecc.

Queste immagini svolgevano la funzione sociale oggi più massicciamente e vantaggiosamente svolta dalla televisione.

Sulla stereoscopia e sull'anaglifia si vedano su questo sito web anche le sezioni:

  • Stereoscopia e anaglifia
  • Stereofotografi italiani
  • Anaglifi, visione 3D

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